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"Anche con le revolving si compie il riciclaggio", di Ranieri Razzante (pubblicato su Il Sole 24ore Plus del primo maggio 2010)

Il testo completo dell’articolo è disponibile qui in formato pdf  (1 M). Nel seguito la prima parte del testo.

Possibile l’utilizzo di queste card da parte di usurai e criminalità

Il riciclaggio con carte di credito, soprattutto se revolving, è abbastanza agevole, al contrario di quanto si pensi.
Esordisce così Ranieri Razzante, professore di legislazione antiriciclaggio all'Università di Reggio Calabria e presso la scuola di polizia tributaria della Guardia di Finanza. nonché presidente dell'Aira (Associazione italiana responsabili antiriciclaggio).

Professor Razzante, come si svolgerebbe il riciclaggio di denaro sporco tramite le carte revolving?

Distinguerei tra una forma "attiva" e una "passiva". La prima si realizza quando, una volta speso il plafond della carta, la provvista viene ricostituita con denaro proveniente da illecito. Sul conto corrente, cioè, si versa denaro che viene da reato oppure esso arriva con regolari bonifici da personaggi di "comodo" e l'utilizzatore immette così nel circuito economico, attraverso l'uso della moneta di plastica, ricchezza ripulita.

E la forma passiva quale sarebbe?

In questa si realizza invece il prestito al consumo, erogato attraverso la carta, e che deve essere restituito alla finanziaria. C'è quindi un regolare contratto di finanziamento fronte del quale si utilizza denaro in maniera legittima ma la restituzione del prestito avviene con denaro "illecito". Ovviamente. i soldi necessari alla restituzione sono ottenuti con operazioni del tutto legittime (transazioni commerciali, finanziarie, immobiliari, economiche) effettuate pero da terzi con denaro di illecita provenienza. Se i soldi, dunque, non vengono "lavati" più volte dalla macchia del reato che li ha generati, è più difficile reimmetterli sul mercato.

(segue)

Ringraziamento alla Polizia di Stato per la cattura di un pericoloso latitante della N'drangheta

Il Presidente e l'Esecutivo di Aira ringraziano la Polizia di Stato per l'arresto del super latitante Giovanni Tegano.
 

Resoconto del convegno del 19 aprile 2010: "PSD – Payment Service Directive"

Il resoconto completo del convegno è disponibile sul sito ComplianceNet. Di seguito una breve sintesi.

Il convegno di AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio – dedicato alla "Direttiva sui Servizi di Pagamento (Payment Services Directive - PSD)" (qui il testo in pdf, 241 K, 36 pp. pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale europea) ha analizzato i contenuti delle nuove norme approfondendo in particolare gli impatti di carattere legale, organizzativo e commerciale della normativa primaria e secondaria per gli intermediari.
Tra i temi affrontati:

  • scenario normativo
  • inventario degli impatti per l’intermediario
  • i cambiamenti nella prestazione dei servizi di pagamento
  • il contratto e l’esecuzione dell’ordine di pagamento
  • la trasparenza nei servizi di pagamento
  • nuovi obblighi informativi connessi alla fase precontrattuale, contrattuale ed esecutiva
  • lotta al riciclaggio nella prestazione dei servizi di pagamento 
  • le regole specifiche per la gestione dei reclami e la risoluzione delle controversie.

I relatori sono stati:

  • Prof.ssa Antonella Sciarrone Alibrandi, Docente di Diritto dell‘Economia, Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, membro del Collegio di Milano dell’ABF
  • D.ssa Elisa Dellarosa, Coordinatore Commissione Compliance AIRA - Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio
  • Dott. Giuseppe V. Forese - Ministero Economia e Finanze (MEF)
  • Dott. Salvatore Molinaro, Manager Value Process
  • D.ssa Rachele Ivone, Area Consulenza Banche e Intermediari Finanziari, Unione Fiduciaria
  • Avv. Eugenio Verbena, Vice Presidente AIRA.

Moderatore dell’evento è stato Ferdinando Santagata, Segretario Generale di AIRA.
(Continua)

Credito revolving – indicazioni di Banca d’Italia e commento di Ranieri Razzante

La Banca d’Italia ha pubblicato il documento "Credito revolving concesso con carte di credito: cautele e indirizzi per gli operatori." (qui in pdf).

"È indubbio - afferma Ranieri Razzante, docente di legislazione antiriciclaggio nell'università di Reggio Calabria - che il settore del credito a mezzo plastic money sia il più sensibile a fenomeni di riciclaggio ed usura. Difficile non sforare i tassi-soglia fissati dalla Banca d'Italia con la capitalizzazione degli alti tassi di interesse sugli scoperti. Inoltre, gli strumenti - prosegue Razzante, che è anche Presidente di AIRA, l'Associazione italiana dei  Responsabili  Antiriciclaggio - come le carte si prestino allo smistamento di contante di illecita provenienza attraverso la ricostituzione della provvista sul conto di alimentazione; ciò vale anche per le prepagate, che comunque vanno "ricaricate" e spesso senza addebito su conti correnti".

Razzante: "Perché le carte revolving possono avere un lato oscuro", intervista su Il Sole 24ore del 14 aprile 2010

(Qui il testo integrale dell’intervista)

Il riciclaggio di denaro con carte di credito è oggi molto diffuso, soprattutto nel mondo della criminalità organizzata. Parola di Ranieri Razzante, alla guida dell'Aira, l'Associazione italiana responsabili antiriciclaggio (il presidente onorario è Pier Luigi Vigna, ex procuratore nazionale Antimafia) nonché docente di Legislazione Antiriciclaggio all'Università di Reggio Calabria.

Lo abbiamo interpellato per fare chiarezza su questo argomento considerato che recentemente Bankitalia ha imposto la sospensione dell'emissione di carte di credito in Italia a Diners Club (a settembre 2009 ma lo si è appreso solo mercoledì scorso dalla pubblicazione del bollettino di Vigilanza di via Nazionale) e ad American Express (12 aprile 2010) riscontrando irregolarità anche sotto i profili del riciclaggio (nel caso di American Express si aggiungono anche i profili dell'usura e della trasparenza).
(segue)

Le osservazioni di AIRA sulle "Disposizioni attuative" di Banca d'Italia per prevenire il riciclaggio

AIRA ha presentato a Banca d’Italia le proprie osservazioni (qui in pdf, 106 K, 7 pp.) in relazione alla pubblica consultazione sul "Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari e degli altri soggetti che svolgono attività finanziaria a fini di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, ai sensi dell’art. 7 c. 2 del Decreto Legislativo 21 novembre 2007 n. 231" (qui in pdf , 201 K, 20 pp.).

Link

  • AIRA, Osservazioni sulle "disposizioni attuative" per prevenire il riciclaggio (pdf, 106 K, 7 pp.)
  • Banca d’Italia, Provvedimento recante disposizioni attuative in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l’utilizzo degli intermediari e degli altri soggetti che svolgono attività finanziaria a fini di riciclaggio e di finanziamento al terrorismo, ai sensi dell’art. 7 c. 2 del Decreto Legislativo 21 novembre 2007 n. 231" (pdf , 201 K, 20 pp.).

Le "presentazioni" del convegno "Antiriciclaggio: archivio unico, segnalazione operazioni sospette, organizzazione e controlli interni" (Milano, 16 marzo 2010)

Presso il sito di Unione Fiduciaria  sono disponibili, in formato pdf, le slide delle relazioni presentate al convegno del 16 marzo 2010 (qui il programma del convegno in formato pdf).

Presentazioni

Il Prof. Razzante nominato consulente della Commissione Parlamentare Antimafia

Il Professor Ranieri Razzante è stato nominato "Consulente della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali, anche straniere" con determinazione del Presidente, Giuseppe Pisanu, datata 23 marzo 2010.

"I furbetti dello scudo", intervista a Ranieri Razzante su "L’Espresso" del 18 marzo 2010

Testo originario in pdf  (1.8 M)

Ci sono l’impiegato comunale con 2.5 milioni di euro all'estero e la vedova di un uomo politico, anche lei con una bella somma da rimpatriare. C'è l’avvocato che di milioni da scudare ne aveva «diversi» e il socio di una piccola cooperativa, troppo piccola per giustificare i 3 milioni in contanti per i quali aveva chiesto lo scudo fiscale. In tutti questi casi, il problema era proprio l'attività svolta da chi voleva accedere alla sanatoria: non era congrua con la cifra che intendevano sanare con lo scudo fiscale voluto da Giulio Tremonti. Sarebbero questi, secondo quanto è riuscito a ricostruire "L’Espresso", alcuni dei casi sospetti segnalati alla Banca d'Italia dagli istituti che stanno svolgendo le operazioni. Il governatore Mario Draghi ha bacchettato le banche: «Finora sono giunte poco più di 50 segnalazioni di possibili reati connessi con operazioni di emersione. È un numero esiguo, spiegato solo in parte dal fatto che la legge esclude l'obbligo di segnalazione per diverse fattispecie dì reato. Le banche devono impegnarsi», ha detto Draghi. I dubbi sono legati al fatto che, per le banche, i controlli anti-riciclaggio si scontrano con la considerazione che lo scudo può essere un affare colossale, anche se gran parte dei rimpatri è avvenuta finora solo nella cosiddetta forma giuridica. Nella prima finestra dell’operazione, solo 35 miliardi su 93 sono stati infatti riportati in Italia, mentre il resto è rimasto placidamente all'estero. «Ci sono senz'altro banche più leggere nei controlli ma, in generale, credo che siano stati fatti in modo accurato», dice Ranieri Razzante, docente all'università di Reggio Calabria e presidente dell'Associazione del Responsabili Antiriciclaggio. Il problema è che la legge è nata in modo confuso: «Alcune banche non hanno capito subìto che la protezione dai reati fiscali non faceva venire meno l’obbligo di segnalazione di fronte all'incertezza sulla provenienza delle somme». dice Razzante. «È verosimile però», conclude, «aspettarsi nuove segnalazioni dopo che il ministero ha richiamato gli istituti a monitorare i capitali scudati e il loro utilizzo futuro».
L. E

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