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"I furbetti dello scudo", intervista a Ranieri Razzante su "L’Espresso" del 18 marzo 2010

Testo originario in pdf  (1.8 M)

Ci sono l’impiegato comunale con 2.5 milioni di euro all'estero e la vedova di un uomo politico, anche lei con una bella somma da rimpatriare. C'è l’avvocato che di milioni da scudare ne aveva «diversi» e il socio di una piccola cooperativa, troppo piccola per giustificare i 3 milioni in contanti per i quali aveva chiesto lo scudo fiscale. In tutti questi casi, il problema era proprio l'attività svolta da chi voleva accedere alla sanatoria: non era congrua con la cifra che intendevano sanare con lo scudo fiscale voluto da Giulio Tremonti. Sarebbero questi, secondo quanto è riuscito a ricostruire "L’Espresso", alcuni dei casi sospetti segnalati alla Banca d'Italia dagli istituti che stanno svolgendo le operazioni. Il governatore Mario Draghi ha bacchettato le banche: «Finora sono giunte poco più di 50 segnalazioni di possibili reati connessi con operazioni di emersione. È un numero esiguo, spiegato solo in parte dal fatto che la legge esclude l'obbligo di segnalazione per diverse fattispecie dì reato. Le banche devono impegnarsi», ha detto Draghi. I dubbi sono legati al fatto che, per le banche, i controlli anti-riciclaggio si scontrano con la considerazione che lo scudo può essere un affare colossale, anche se gran parte dei rimpatri è avvenuta finora solo nella cosiddetta forma giuridica. Nella prima finestra dell’operazione, solo 35 miliardi su 93 sono stati infatti riportati in Italia, mentre il resto è rimasto placidamente all'estero. «Ci sono senz'altro banche più leggere nei controlli ma, in generale, credo che siano stati fatti in modo accurato», dice Ranieri Razzante, docente all'università di Reggio Calabria e presidente dell'Associazione del Responsabili Antiriciclaggio. Il problema è che la legge è nata in modo confuso: «Alcune banche non hanno capito subìto che la protezione dai reati fiscali non faceva venire meno l’obbligo di segnalazione di fronte all'incertezza sulla provenienza delle somme». dice Razzante. «È verosimile però», conclude, «aspettarsi nuove segnalazioni dopo che il ministero ha richiamato gli istituti a monitorare i capitali scudati e il loro utilizzo futuro».
L. E

Attacco insulso e non meritato all'Arma dei Carabinieri

Amici, ancora una volta dobbiamo registrare un attacco tanto insulso quanto non meritato all'Arma dei Carabinieri, grazie alla quale, oltre alle altre Forze di Polizia, abbiamo da ieri in carcere altri pericolosi mafiosi. Il solito iracondo Giorgio Bocca, dalla pag 11 dell'Espresso, utilizza parole ingiuriose nei confronti del Generale Dalla Chiesa. Mi limito a ricordargli che il Generale e' un eroe, tra i pochi che ricorderemo (e moltissimi delle Forze dell'Ordine) di questo Paese, nel quale evidentemente il signor Bocca non si trova a suo agio! Ancora grazie a tutti gli Uomini e le Donne che portano una divisa a servizio dello Stato.
Ranieri Razzante

"La normativa antiriciclaggio e il nuovo Sistema dei controlli interni" di Ranieri Razzante ed Elisa DellaRosa in "Bancaria" n. 1/2010

Testo completo in pdf 
Problemi legali - La normativa antiriciclaggio e il nuovo Sistema dei controlli interni / Money laundering regulation and the new internal control system

La terza direttiva antiriciclaggio ha comportato un profondo mutamento della politica di vigilanza, valorizzando l’autoregolamentazione degli intermediari, e il d.lgs 231 del 2007 ha di conseguenza imposto una profonda revisione delle procedure operative e del sistema dei controlli interni. I nuovi processi operativi disegnati dagli intermediari avranno un approccio basato sul rischio e la gestione di quest’ultimo sarà affidato a metodologie oggettive di misurazione/valutazione in capo a più funzioni di controllo necessariamente coordinate fra loro.

The Third Money Laundering Directive has led to a radical change in the supervisory policy, valuing intermediaries’ self-regulation, and the Legislative Decree 231 of 2007 has imposed a thorough review of operational procedures and of internal control system.The new process designed by intermediaries will have a risk-based approach and the risk management will be entrusted to objective methods of measurement managed by different corporate functions strictly coordinated.

San Marino: nuovi controlli al confine delle Fiamme Gialle

(Fonte: http://www.sanmarinortv.sm/)

I controlli diventeranno praticamente di routine sulla superstrada durante la settimana, volti ad acquisire i dati che saranno poi elaborati dalla compagnia della Guardia di Finanza di Rimini, diretta dal Maggiore De Santis. Dati che verranno incrociati per stabilire chi fisicamente si sposta dall’Italia a San Marino più volte durante la settimana. Sotto la lente titolari di partita Iva con società dislocate nel territorio italiano. Ma gli stessi dati permettono di portare alla luce anche il flusso dei frontalieri da e per il Titano. Il confine preferito resta quello di Dogana, dal momento che i mezzi, per il loro ingombro, non sono facilmente posizionabili in confini più stretti, che metterebbero a rischio sia i finanzieri che gli stessi controllati.
Anche oggi i mezzi dotati di telecamera erano posizionati per registrare il flusso di macchine dirette a San Marino. Gli uomini delle Fiamme Gialle hanno fermate alcune auto di grossa cilindrata. Ai conducenti e passeggeri sono stati controllati documenti e perquisita la vettura. Tra questi, anche un consigliere della Repubblica.

Workshop AIRA 17 Marzo 2010 - Milano

17 marzo 2010, Workshop, Milano, presso sede Banca Popolare di Milano, Via San Paolo, 12: programma e scheda di iscrizione
 

"BANCASSURANCE E ANTIRICICLAGGIO - Problematiche Aperte"
Quali sono le peculiarità che caratterizzano i rapporti fra le c.d. "società prodotto" e le "società collocatrici" in tema di antiriciclaggio? Quali sono i nuovi e più onerosi adempimenti che impatteranno sulle "società prodotto"?
Dalle novità previste dal decreto correttivo n. 151/2009 alle novità introdotte dalle recentissime istruzioni emanate dalla Banca d’Italia per la tenuta dell’AUI; dagli adempimenti richiesti per l’identificazione del cliente alla complessa gestione delle informazioni sul titolare effettivo. In una giornata di approfondimento e confronto su una normativa in fieri, si cercheranno di fornire le migliori chiavi interpretative e le possibili soluzioni operative nell’intento di armonizzare gli obiettivi societari agli obblighi di conformità. 
(partecipazione su invito)

Ringraziamento all'Arma dei Carabinieri per la cattura di un pericoloso latitante di mafia

Il Presidente e l'Esecutivo di Aira ringraziano i Carabinieri per l'arresto del super latitante Pasquale Vargas.

"L’antiriciclaggio stringe le maglie", di Ranieri Razzante (pubblicato su Il Sole 24ore del 17 febbraio 2010)

Il testo completo dell’articolo è disponibile qui in formato pdf (1 M). Nel seguito la prima parte del testo.

Sanzioni pecuniarie e coinvolgimento penale per gli intermediari che non segnaleranno operazioni sospette di riciclaggio a fronte dell'utilizzo dello scudo fiscale.
E quanto ribadisce il ministero del1'Economìa in una circolare sullo scudo fiscale. Il documento contiene una serie di puntualizzazioni riferite agli adempimenti previsti dalla normativa antiriciclaggio, che risultano applicabili alle operazioni di rimpatrio o regolarizzazione dei capitali. Previsioni che, però, produrranno necessariamente effetti soprattutto nella seconda parte dell'operazione scudo fiscale. Innanzitutto, il richiamo, quali soggetti obbligati, sia agli intermediari finanziari che ai professionisti che si interpongano nelle operazioni di scudo. Il Mef assegna loro sia i compiti di "adeguata verifica" che quelli di registrazione negli archivi, informatici o cartacei, delle operazioni.
Particolare cura andrà prestata nell’identificare e verificare l’identità del cliente scudante, nonché dell'eventuale titolare effettivo, che questi avrà l’onere di dichiarare, cosi come prevede l’articolo 18 del decreto 231/07. Il titolare effettivo è la persona fisica per conto della quale viene realizzata l'operazione. Nel caso di persona giuridica, società commerciale o fiduciaria, che richieda lo scudo come dichiarante, essa dovrà indicare la persona o le persone fisiche beneficiarie (nel caso della fiduciaria, il fiduciante; nel caso di una società di capitali o di persone, i soci che dispongono della maggioranza dei diritti di voto esercitabili in assemblea, o che di fatto controllano l’ente). La norma mira a evitare il frequente utilizzo di «presta- nome o di soggetti interposti». (segue)

Link

Prossimi convegni e workshop AIRA: Milano, marzo 2010

A breve i programmi ...

16 Marzo 2010, Milano, Convegno
Le nuove disposizioni antiriciclaggio in materia di archivio unico informatico e di registrazione, Le istruzioni di Banca d'Italia del 23 Dicembre 2009
 
17 Marzo 2010, Workshop, Milano (partecipazione su invito)
sede Bipiemme Vita, Via del Lauro, 1
Le novità in materia di antiriciclaggio per la "bancassicurazione"

UIF: Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. B) del d.lgs 231/2007 – frodi informatiche

Il 5 febbraio 2010 sul sito di Banca d'Italia è stato pubblicata una "Comunicazione UIF" dal titolo "Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. B) del d.lgs 231/2007 – frodi informatiche". Di seguito, il testo completo dell'intervento. Il testo è disponibile anche in formato pdf direttamente dal sito della Banca d'Italia.

Schemi rappresentativi di comportamenti anomali ai sensi dell’art. 6, co. 7, lett. B) del d.lgs 231/2007 – frodi informatiche

L’utilizzo sempre più diffuso di servizi on-line in ambito finanziario e commerciale è stato nel tempo accompagnato dal moltiplicarsi di frodi informatiche in diverse forme e modalità.
All’origine di tali attività illecite vi è la capacità da parte di organizzazioni criminali di entrare in possesso delle credenziali di accesso ai servizi on-line di clienti inconsapevoli ovvero di acquisire altre informazioni utili, attraverso modalità diverse (invio massivo di messaggi di posta elettronica, costruzione di falsi siti Internet che riproducono quelli degli intermediari bancari, installazione via internet di software "spia" sui computer dei titolari di rapporti on-line, etc.).
Il progressivo diffondersi di servizi e strumenti di pagamento alternativi favorisce il perfezionamento delle frodi informatiche, con particolare riferimento alle operazioni di phishing (nota 1).
In relazione a quanto precede, gli intermediari che offrono alla propria clientela la possibilità di operare on-line sono invitati ad attivare efficaci sistemi di monitoraggio e prevenzione dell’operatività effettuata al fine di prevenire tali attività illecite.
Per agevolare tali valutazioni, si fornisce -ai sensi dell’art. 6, comma 7, lettera b) del decreto legislativo n. 231 del 2007 – l’allegato schema operativo, elaborato sulla base dell’analisi finanziaria effettuata su operazioni segnalate per il sospetto di condotte illecite.
Lo schema descrive possibili anomalie che potrebbero essere riconducibili a fenomeni criminali. Nella valutazione assumono centralità le informazioni riguardanti l’origine e la destinazione dei fondi e le effettive finalità economico -finanziarie sottostanti alle transazioni.
Si ricorda che ai fini del corretto adempimento degli obblighi di segnalazione di operazioni sospette, da un lato, non è necessario che ricorrano contemporaneamente tutti i comportamenti descritti negli schemi operativi; dall’altro, la mera ricorrenza di singoli comportamenti descritti negli schemi non è motivo di per sé sufficiente per procedere alla segnalazione.
Qualora emergano operazioni sospette riconducibili ai fenomeni descritti, è necessario segnalarle con la massima tempestività.
Si raccomanda di procedere, nell’ambito della propria autonomia organizzativa e con le modalità ritenute più idonee, a diffondere le presenti indicazioni operative fra il personale incaricato della valutazione delle operazioni sospette.

"Maggiori controlli antiriciclaggio su banche e clienti", di Ranieri Razzante (pubblicato su Il Sole 24ore del 2 febbraio 2010)

Il testo completo dell’articolo è disponibile qui in formato pdf (808 K). Nel seguito la prima parte del testo.

Le banche avranno obblighi antiriciclaggio più invasivi che si ripercuoteranno sul cliente: a chi apre un conto o fa un'operazione verranno fatte più domande e chiesti più dettagli da fornire in nome di una maggiore trasparenza. Le banche dovranno indagare meglio su chi è il titolare effettivo e sulle deleghe. In generale, saranno più scoraggiate dal portare avanti rapporti poco chiari con clienti che non collaborano. Sono le principali conseguenze del provvedimento ora sul sito dell'Authority che la Banca cl'Italia sta per adottare (si veda «Il Sole 24 Ore›› del 26 ottobre).
Il documento impatta su organizzazione e assetto delle banche e degli altri intermediari finanziari: individua in modo più chiaro e rende responsabili le figure che all’interno delle banche si dedicheranno all'antiriciclaggio. Il tutto passa attraverso un coinvolgimento più diretto di consigli di amministrazione, collegi sindacali, organismi di vigilanza: dovranno stilare e monitorare misure che prima dovevano sì deliberare. ma non anche articolare e presidiare.
Il cda dovrà adottare le strategie sul contenimento del rischio di riciclaggio, assicurandosi che le funzioni operative e di controllo abbiano ruoli distinti e personale sufficiente. E dovrà accertare che procedure e sistemi informativi consentano sempre la corretta identificazione della clientela, l’acquisizione e l’aggiornamento dei dati per costruire i relativi profili di rischio. (Segue)

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