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Riciclaggio - Cassazione Penale, Sez. II, n. 39384 del 10 novembre 2010

Il ricorrente è stato ritenuto colpevole del "reato di cui agli artt. 81, 110 e 648 bis c.p. per avere, in concorso con M. M., B.A. e M.C. (separatamente giudicati) ma senza aver concorso alla commissione del reato di furto, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, ricevuto e successivamente parzialmente monetizzato, previo deposito su un c/c acceso presso il Banco di (OMISSIS), filiale di (OMISSIS), e successivo prelievo in due soluzioni della complessiva somma di Euro 18.000,00, n 3 assegni bancari per un importo complessivo di Euro 44.808,87, emessi dall'INAIL, di provenienza illecita in quanto oggetto di furto.

Plauso alle forze dell’ordine per la brillante operazione che ha portato alla cattura del boss Antonio Iovine

AIRA ed il suo presidente prof. avv. Ranieri Razzante plaudono alle forze dell’ordine per l’ennesimo colpo inferto alla criminalità organizzata con l’arresto del boss Antonio Iovine.
Link alla notizia sul Corriere della Sera 

Resoconto del convegno del 4 novembre 2010: "Le segnalazioni di operazioni sospette"

(articolo originariamente pubblicato su www.ComplianceNet.it e rilasciato con licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale 2.5 Italia)

Il convegno (qui il programma ufficiale) di AIRA, Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio, ha analizzato con taglio specialistico il tema della "segnalazione di operazione sospetta" che costituisce il fulcro principale dell’impianto normativo per il contrasto al riciclaggio.
Il seminario ha approfondito in maniera esauriente sia gli aspetti normativi e giurisprudenziali sia gli aspetti operativi.
I relatori sono stati:

  • Prof. Avv. Ranieri Razzante, Presidente di AIRA
  • Dott. Luca Criscuolo, Responsabile Servizio Normativa, UIF
  • Capitano Costantino La Vecchia, Nucleo speciale di polizia valutaria, Guardia di Finanza
  • Avv. Maurizio Arena – Coordinatore Commissione normativa 231/2001 di AIRA, Studio Legale e Societario Arena, curatore del sito http://www.reatisocietari.it
  • Avv. Fabio Conciatore, Direzione Compliance – Chief Operating Officer, Project Office, BNL, gruppo BNP Paribas
  • Dott. Ramon Andreu, Direzione Compliance - Sicurezza Finanziaria, Resp. Funzione Dichiarativa - CAD, BNL, gruppo BNP Paribas

Di seguito una breve sintesi degli interventi.

Introduzione al seminario e presentazione dei relatori - prof. avv. Ranieri Razzante, Presidente di AIRA

Il professor Razzante ha aperto i lavori ringraziando in primo luogo le autorità (Guardia di Finanza) e le istituzioni (UIF) per il sostegno al convegno; un sentito ringraziamento anche ai collaboratori dell’associazione che con il loro impegno hanno permesso la riuscita dell’evento.
Razzante ha poi voluto ringraziare pubblicamente, a nome di AIRA e suo personale, le forze dell’ordine e la magistratura per le azioni di contrasto alla criminalità e al riciclaggio; azioni che si sono ripetute nelle ultime settimane con brillanti risultati anche in risposta ai tentativi di intimidazione da parte di 'ndrangheta e mafia nei confronti di magistrati e giornalisti.
Il presidente di AIRA ha poi sinteticamente delineato i temi del convegno: la "segnalazione di operazione sospetta" (SOS) è il fulcro principale dell’impianto normativo per il contrasto al riciclaggio eppure rimangono ancora sostanziali problemi interpretativi che nascono dalla mancanza di conoscenza. Proprio per tale motivo il convegno ha voluto riunire intorno allo stesso tavolo Guardia di Finanza e UIF per avere chiarimenti direttamente dalle autorità.
Prima di lasciare la parola ai relatori Razzante ha fatto una breve sintesi dei primi due anni di AIRA, il cui primo convegno ha avuto luogo nel settembre 2008.
Due anni fa, ha ricordato Razzante, la neonata associazione si poneva come mission di diventare il punto di riferimento, in ambito antiriciclaggio, per intermediari e singoli operatori venendo incontro alle necessità informative, organizzative ed operative degli associati e di tutti coloro interessati a tale problematica; AIRA, inoltre, intendeva facilitare la comunicazione e collaborazione tra operatori ed autorità di controllo.
Ebbene a due anni di distanza questi obiettivi sono stati sicuramente raggiunti: l’associazione ha oggi oltre 200 iscritti, ha svolto decine di convegni e seminari, ha organizzato un Corso di Alta formazione in Compliance Antiriciclaggio (corso giunto alla seconda edizione), pubblica una newsletter mensile, si è dotata di un sito web molto seguito e costantemente aggiornato, ha organizzato 11 commissioni di studio (tra cui la recente commissione sulla SGR coordinata dal dottor Mario Auciello di Pioneer Investments), ha, infine, realizzato il "Libro Bianco sulla normativa antiriciclaggio" (qui l’ introduzione al libro bianco in pdf).
Proprio sul libro bianco il prof Razzante ha voluto soffermarsi per ricordare che il testo è stato portato non solo all’attenzione delle autorità di settore (GdF, UIF, Banca d’Italia) ma anche alla Commissione Nazionale Antimafia.

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Blitz contro la 'ndrangheta, 34 arresti a Reggio Calabria – plauso di AIRA alle forze dell’ordine

Il Presidente di AIRA Prof. Avv. R. Razzante, a nome dell'Associazione, ringrazia le forze di polizia per l’impegno contro la criminalità organizzata che, nelle scorse settimane, ha portato a brillanti risultati. Stamani è scattato un nuovo blitz a Reggio Calabria e in provincia contro le principali cosche della criminalità organizzata. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere chieste e ottenute dalla Direzione distrettuale antimafia sono in tutto 34. Le persone arrestate devono rispondere a vario titolo delle accuse di omicidio, estorsione, associazione per delinquere di stampo mafioso.
Link alla notizia sul Corriere della Sera

Niente segnalazioni automatiche per uso frequente di contanti di Ranieri Razzante (Il Sole 24 Ore del 13.10.2010)

Attenzione al contante in circolazione, ma senza patemi. Ovvero, si devono escludere automatismi di denuncia per operazioni sospette in presenza di frequenti transazioni in contanti del proprio cliente anche sotto la soglia dei 5 mila euro o di prelievi e versamenti con intermediari finanziari pari o sopra i 15 mila.

È quanto prevede – in sintesi – la circolare esplicativa che il ministero dell'Economia (protocollo 297944), attraverso il Tesoro, ha emanato lunedì, condividendola con Bankitalia, Guardia di finanza e Uif.

Il provvedimento chiarisce la portata dell'articolo 41 comma 1 del decreto legislativo 231/2007, come modificato dal decreto 78/2010. Che, di fatto, ha inserito un vero e proprio indicatore di anomalia, considerando «elemento di sospetto» sia il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante, anche se non violano i limiti dell'articolo 49 (quindi sotto i 5000 euro), che il prelievo o il versamento in contante ad intermediari finanziari di importo pari o sopra i 15.000 euro. Anche in questo caso la norma focalizza l'attenzione sulle operazioni in contante che siano frequenti o ingiustificate.

Destinata prevalentemente alle banche, l'ulteriore soglia di 15.000 euro dovrebbe allertare maggiormente i soggetti obbligati, come i professionisti che, se lo desumono dalla contabilità del cliente o da altra documentazione, sarà bene che consiglino modalità differenti, preoccupandosi, in caso contrario, di valutare appieno il comportamento del cliente stesso.

I destinatari del decreto – spiega la circolare ministeriale – non dovranno incorrere nell'errore di ritenere, a priori, quali "sospette" tutte le operazioni di prelievo o versamento effettuate dai propri clienti. La movimentazione di contante, eventualmente, servirà a "qualificare meglio il sospetto", che sarà già maturato in relazione ad altre circostanze oggettive e soggettive.

Il decreto 78/2010 – vigente dal 31 maggio 2010 – aveva fatto preoccupare diversi operatori, che avevano pensato ad un certo "automatismo" della segnalazione, inondando l'Uif di comunicazioni inutili.

Richiamare l'attenzione sul l'uso del contante – si legge nella circolare – serve solo ad evidenziare il rischio, oggettivamente più frequente, di perpetrare, con questo strumento, evasione fiscale e riciclaggio.

Banalizzando, se il gestore di un distributore di benzina versa frequentemente in banca del contante, la cosa appare normale. Se un impiegato o un professionista effettuano movimenti di contanti ripetuti nel tempo ed ingiustificati anche su richiesta, allora si può accendere la "spia". Così come se questi versano una tantum somme superiori alle soglie, o le prelevano, parlare di "sospetto" appare altrettanto un azzardo. Una tendenza all'oggettivizzazione della segnalazione – conclude, dunque, il Tesoro – rimane "esclusa", così come l'eventuale anomalia generata da sistemi informatici non deve mai rappresentare da sola elemento sufficiente alla segnalazione.

CONSOB - bozza provvedimento antiriciclaggio per società di revisione

L’11 ottobre 2010 la CONSOB ha pubblicato, in consultazione, il "Provvedimento in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l'utilizzo a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo delle società di revisione iscritte nell’Albo speciale".
Il "Provvedimento" è indirizzato alle società di revisione.
Eventuali osservazioni al documento di consultazione deve pervenire entro il 15 novembre 2010 nelle modalità indicate nello stesso.
Le nuove disposizioni entreranno in vigore il primo giugno 2011.

Il testo del "Provvedimento"

"Fiduciarie: con la riforma cambiano le regole antiriciclaggio " di Fabrizio Vedana - Direttore Area Legale Unione Fiduciaria

Il Decreto Legislativo 141 del 13 agosto 2010, oltre a contenere una più rigorosa disciplina dei soggetti che operano nel settore finanziario, reca con sé importanti novità per il mondo delle società fiduciarie.
Il Provvedimento prevede, infatti, che le società fiduciarie che svolgono attività di custodia ed amministrazione ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1966 vengano iscritte in una sezione speciale dell’albo previsto dall’articolo 106 del Testo Unico Bancario e vengano sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia (oggi la vigilanza compete al Ministero dell’Industria).
Tra le novità destinate ad incidere maggiormente va certamente annoverata quella con la quale viene esteso alle “nuove” società fiduciarie (ovvero a quelle che verranno iscritte al sopra citato albo speciale e sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia) il regime di applicazione della normativa antiriciclaggio previsto per gli intermediari bancari e finanziari.
L’articolo 27 del Decreto 141, infatti, introduce delle modifiche al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (trattasi, come noto, della legge con la quale l’Italia ha recepito la terza direttiva europea in materia di antiriciclaggio).

Banche in cerca di una governance perduta di Ranieri Razzante (Finanza Mercati del 6 ottobre 2010)

La vicenda Unicredit ha messo in luce i punti deboli di regole ormai superate
Interrogativi su voti concertati, norme sui fondi sovrani, nuove authority internazionali
La governance perduta delle banche 

La vicenda Unicredit è solo l’ultimo passaggio di una situazione di difficoltà iniziata da tempo. Sembra necessario un ripensamento di governance, fondamentale a una gestione capace di integrare questioni globali con richiesta locali. Sul tavolo, dalle norme sui voti concertati alla trasparenza dei fondi sovrani, fino alla controversa nozione dei consiglieri indipendenti.

«Le grandi banche si giudicano anche da come organizzano l'attività sul territorio: mantenere, valorizzare il rapporto con l'economia locale, significa utilizzare nella valutazione del cliente conoscenze accumulate nel corso di anni, ben più accurate di quelle desumibili da modelli quantitativi; significa saper discernere l'impresa meritevole anche quando i dati non sono a suo favore; significa saper fare il banchiere. La risposta delle grandi banche alle esigenze locali, coerente con la sana e prudente gestione, deve conciliarsi con strategie e visioni globali».
Le parole del Governatore della Banca d'Italia nelle sue ultime Considerazioni finali suonano come profetiche, oggi, della crisi di governance che - chi scrive sostiene sia, in verità, meno recente - le nostre banche attraversano.
La vicenda Unicredit ne costituisce l'emblema; la più grande istituzione bancaria italiana, che da poco aveva avviato anche il progetto di «banca nel territorio», proprio in risposta a quanto sopra riportato, che voleva darsi un respiro locale, dopo che molti economisti avevano evidenziato che il ritorno al «localismo» poteva fare - e ne siamo convinti - maggiori budget dell'attività all'estero, si avvita su una governance «bizzarra››, dove le personalità e le loro esponenzialità sono diverse sia per origini sia per cultura.

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