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Un paese con antiriciclaggio da analfabeti di Ranieri Razzante (Finanza e Mercati del 22 settembre 2010)

Fonte: Finanza e Mercati
Abbiamo la legislazione più rigida d'Europa, tra le migliori del mondo. Ma le misure preventive sono ancora eluse, con arroganza, dai soggetti obbligati.

Riciclaggio e Ior sono stati spesso legati da qualche notizia e illazione, oltre che da specifiche disposizioni che la Banca d'Italia, soprattutto di recente, ha dettato per le istituzioni finanziarie italiane quando si affacciano nello Stato del Vaticano. Se le notizie di nuove indagini di ieri avranno fondamento, lo stabiliranno i giudici. A noi il compito, però, di tornare sul problema riciclaggio, anzi della "cultura antiriciclaggio" che nel nostro Paese stenta a formarsi. Il vero nodo ci pare questo, anche in questa vicenda.
Abbiamo la legislazione più rigida d'Europa, tra le migliori del mondo, secondo il Gafi, eppure, le misure preventive vengono ancora, con molta arroganza (l'ignoranza va esclusa), eluse da taluni soggetti obbligati. La superficialità delle valutazioni su comportamenti anomali della clientela delle banche, degli studi professionali, da parte non tanto degli operatori, ma del top management, sta costituendo un pericoloso vulnus per il sistema dell’economia legale. Prevalgono le logiche aziendali, l'attenzione ai rischi della specie, come autorevolmente il Governatore della Banca d'Italia ha più volte evidenziato, non risulta all'altezza. Il riciclaggio di denaro e ricchezze illecite costa alla nostra economia, e quindi ai cittadini italiani, qualcosa come 150 miliardi di euro annui. Senza contare l’indotto: 1'evasione fiscale sulle somme, l'alterazione dei mercati finanziari con transazioni che ne annacquano l'efficienza e la reale consistenza, il finanziamento del terrorismo e delle associazioni mafiose. La recente scoperta dei beni e denari che il mafioso (pentito?) Brusca continuava a detenere attraverso prestanome - la più classica condotta di riciclaggio - conferma senza più dubbi quanto andiamo dicendo, all'unisono con gli investigatori, e che prima di tutti Dalla Chiesa e Falcone avevano raccomandato. Senza riciclaggio la mafia è davvero sconfitta, al di là delle pur necessarie azioni militari.

Giro di usura e riciclaggio stroncato a Roma da DIA e Polizia. Aira ringrazia le forze dell’ordine e gli inquirenti.

Roma, 22 settembre 2010
La squadra mobile di Roma - coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia - ha effettuato 11 arresti nell'ambito dell’operazione «Il gioco è fatto». L'organizzazione finita nel mirino delle forze dell'ordine era dedita all'usura, al riciclaggio di denaro, a estorsioni e truffe. Commercialista e avvocato tra gli 11 in manette.

UIF – Bollettino semestrale gennaio – giugno 2010

È disponibile sul sito di Banca d’Italia (qui in pdf, 453 K, 54 pp.) il "Bollettino semestrale", gennaio - giugno 2010, a cura dell’Unità di Informazione Finanziaria (UIF). Di seguito l’introduzione e l’indice del bollettino.

Introduzione

Prosegue, a ritmi sostenuti, la crescita del flusso di segnalazioni di operazioni sospette. Nel primo semestre 2010, le segnalazioni pervenute alla UIF sono state oltre 15.100 con un aumento del 52 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
Questi dati sembrano testimoniare che nel sistema finanziario del nostro Paese sta effettivamente affermandosi una cultura della prevenzione. La conoscenza della clientela, il costante monitoraggio dei rapporti, la “catena informativa” innescata dalle segnalazioni di operazioni sospette costituiscono presidi fondamentali per contrastare i rischi di contaminazione dell’economia legale da parte di quella criminale e la conseguente alterazione dei meccanismi concorrenziali a danno delle imprese virtuose.
I dati sulla collaborazione “attiva” individuano ancora una volta nelle banche e in Poste Italiane SpA le categorie di soggetti da cui proviene la quota maggiore di segnalazioni. Ai fini del corretto funzionamento dei presìdi antiriciclaggio, è essenziale che si accresca il coinvolgimento degli operatori non finanziari e dei professionisti, il cui contributo permane ancora scarso.
Anche l’attività di approfondimento finanziario ha evidenziato dinamiche particolarmente rilevanti: nel semestre, la UIF ha trasmesso agli organi investigativi oltre 12.500 segnalazioni (con un incremento del 41 per cento rispetto al corrispondente semestre del 2009). Cresce la consapevolezza del contributo reso dalle segnalazioni di operazioni sospette al buon esito di indagini e di procedimenti penali di rilievo.
Nel semestre la UIF ha condotto 12 ispezioni e ha segnalato all’Autorità Giudiziaria 103 fattispecie di possibile rilevanza penale. In particolare, sono state presentate 92 denunce ai sensi dell’art. 331 c.p.p. e 11 informative utili a fini di indagine.
Grazie anche agli scambi informativi con le FIU estere, con l’Autorità Giudiziaria e con le Autorità di vigilanza di settore, la complessa rete di relazioni istituzionali a livello nazionale e internazionale si consolida e assume un ruolo determinante perchè il sistema antiriciclaggio possa perseguire fattivamente l’obiettivo della sana e ordinata crescita del sistema economico e finanziario del nostro Paese.

Modifiche del d.lgs. 141/2010 al d.lgs 231/07

Il 19 settembre 2010 è entrato in vigore decreto legislativo 13 agosto 2010, n. 141 - Attuazione della direttiva 2008/48/CE relativa ai contratti di credito ai consumatori, nonché modifiche del titolo VI del testo unico bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993) in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi. (10G0170) (GU n. 207 del 4-9-2010  - Suppl. Ordinario n.212) qui il testo completo da Normattiva http://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:decreto.legge:2010-08-13;141 che all’articolo 27 modifica gli articoli 11, 40 e 56 del decreto 231/07.
Il nuovo testo coordinato del d.lgs 231/07 è disponibile qui in pdf.
Di seguito il testo e le note all’articolo 27 del d.lgs. 141/2010.

Mafia, Brusca indagato per riciclaggio - Investigatori a caccia del tesoro del boss

Commento del professor Ranieri Razzante alla notizia di seguito pubblicata "....e c'è ancora qualcuno che dice che il riciclaggio non si scopre!"

PALERMO (17 settembre 2010) - Il boss Giovanni Brusca, uno degli esecutori materiali della strage di Capaci poi diventato collaboratore di giustizia, è indagato dalla Direzione distrettuale Antimafia di Palermo per riciclaggio, fittizia intestazione di beni e tentata estorsione aggravata. Gli investigatori sarebbero poi alla ricerca del «tesoro» accumulato illecitamente da Brusca e dai suoi familiari.
I Carabinieri del gruppo di Monreale hanno eseguito una serie di perquisizioni domiciliari nelle province di Palermo, Roma, Milano, Chieti e Rovigo nell'ambito di un'inchiesta che coinvolge anche alcuni familiari e persone vicine al boss. L'indagine è scaturita da una serie di intercettazioni effettuate dagli investigatori nell'ambito della cattura del latitante Domenica Raccuglia che hanno fatto emergere la disponibilità, da parte della famiglia Brusca, di beni che non sono ancora stati individuati. Il boss di Altofonte, considerato il numero 2 di Cosa Nostra, era stato arrestato dalla polizia il 15 novembre del 2009 a Calatafimi (Trapani) dopo 13 anni di latitanza.

Banca d’Italia: documento di consultazione sulle istruzioni applicative del Regolamento CE 1781/2006

Fonte: Comunicato Stampa di Banca d’Italia del 3 settembre 2010

Al fine di avviare una consultazione pubblica, la Banca d’Italia pubblica oggi (3 settembre ndr) sul proprio sito  Internet le istruzioni applicative del Regolamento CE 1781/2006 (qui in pdf, 73 K, 17 pp.) che, allo scopo di rafforzare  la tracciabilità delle operazioni finanziarie per finalità di contrasto al riciclaggio e al  finanziamento del terrorismo, dispone che vengano inserite informazioni sull’ordinante nei  messaggi di pagamento. Tali istruzioni saranno emanate ai sensi dell’art. 61 del decreto  legislativo 21 novembre 2007, n. 231, entrato in vigore il 29 dicembre 2007 e successivamente  modificato dal decreto legislativo 25 settembre 2009, n. 151. Esse sono volte a disciplinare nel  dettaglio taluni aspetti del Regolamento tenendo anche conto degli approfondimenti svolti in  materia a livello internazionale (nota 1).

Le istruzioni ricalcano la struttura del Regolamento e contengono quattro capitoli relativi ai seguenti profili:

  1. definizioni e ambito di applicazione: tale capitolo fornisce, tra l’altro, alcuni chiarimenti sulla ratio che ispira il provvedimento;
  2. obblighi del prestatore di servizi di pagamento dell’ordinante: vengono fornite indicazioni circa l’acquisizione, la verifica e la registrazione dei dati relativi all’ordinante nonché chiarimenti sulle modalità con cui trattare i pagamenti intra comunitari e quelli extra UE;
  3. obblighi del prestatore di servizi di pagamento del beneficiario: il capitolo fornisce indicazioni in merito alla verifica della completezza dei dati informativi relativi all’ordinante e agli adempimenti da porre in essere nel caso di ricezione di messaggi di trasferimento fondi nei quali tali dati manchino o siano incompleti;
  4. obblighi del prestatore di servizi di pagamento intermediario: vengono fornite alcune precisazioni sul ruolo e il coinvolgimento di tale tipologia di soggetti.

Stante l’attinenza di argomento e l’interesse che a livello internazionale si registra in materia, nel quinto capitolo delle istruzioni vengono inoltre fornite indicazioni riguardanti i c.d. "pagamenti di copertura" (nota 2) predisposte sulla base delle linee guida emanate nel maggio 2009 dal Comitato di Basilea (nota 3).

Aumentano i controlli sui trasferimenti di fondi di Ranieri Razzante (Il Sole 24ore del 4 settembre 2010)

Il grande occhio. Indicazioni antiriciclaggio di Bankitalia – Stretta su San Marino

Trasferimenti di fondi sempre più controllati dall'antiriciclaggio. Chi ordina e riceve somme di denaro deve essere sempre identificato, altrimenti l’operazione salta. In sintesi questo il contenuto del documento «Istruzioni per l’applicazione del Regolamento CE 1781/2006››, che la Banca d'Ita1ia ha appena posto in pubblica consultazione sul proprio sito istituzionale.
La tracciabilità dei trasferimenti, in linea generale, di fondi era già prevista dalla legge 231/2007 (articoli 36-40). In seguito era intervenuto il Regolamento (n. 895 del 23 dicembre 2009) della stessa Banca d'Italia sull'Archivio unico informatico, il quale ha dettato gli standard per registrare operazioni e rapporti con la clientela, confermando impostazioni sui trasferimenti di fondi, segnatamente i bonifici. A questi ultimi la registrazione conferiva un'alea di "mistero", dato che ci si limitava ad affermare (articolo 6) che gravasse sui destinatari dell'ordine del cliente l'obbligo della relativa registrazione; per quelli esteri, l’obbligo gravava sull’intermediario residente intervenuto nell'operazione.

Allo sportello la soglia di 15mila euro di Ranieri Razzante (Il Sole 24ore del 29 agosto 2010)

Fonte: Il Sole 24ore del 29 agosto 2010

Un nuovo terreno di scontro (dopo le nuove regole sugli archivi unici del dicembre 2009) si è aperto all'indomani dell'approvazione del Dl 78/2010, con limitazioni all'uso del contante sempre più stringenti, non solo sulle quantità, ma anche sui "momenti" nei quali le somme si utilizzano.

L'articolo 41 del decreto 213/2007, come modificato dal Dl 78 contiene, al comma 1 un indicatore di anomalia, prodromico alla segnalazione di operazioni sospette, che riguarda i movimenti in entrata ed in uscita da conti bancari, per contanti, su importi pari o superiori a 15mila euro.
Il problema vero è però quello della compatibilità di questa norma con l'operatività quotidiana delle banche, ormai terrorizzate, con inevitabili ripercussioni anche sui clienti, dai movimenti in contanti allo sportello. Ciò anche in virtù del fatto che i "generatori di anomalie" che gli istituti di credito posseggono, e che in via informatica evidenziano operazioni "strane" sui conti della clientela, sono tarati già fortemente sul contante. Qualcuno li aveva già posizionati sui 5mila euro, altri intermediari hanno calibrato i software su 12.500, altri - data la non obbligatorietà di utilizzare i generatori, e la libertà, nel caso contrario, di assecondarli alle loro esigenze - su differenti importi.
E qui nasce l'interrogativo: 15mila euro fanno obbligatoriamente l'attenzione? Il più contiene il meno, o la soglia di 5mila rimane valida anche se non si raggiungono, con più operazioni, i fatidici 15mila? Forse è stato sopravvalutato il ruolo dei generatori, e sottovalutata la capacità degli operatori di accorgersi di movimenti sospetti.

In banca clienti ai raggi X . Allo sportello la soglia di 15mila euro di Ranieri Razzante (Il Sole 24ore del 29 agosto 2010)

Fonte: Il Sole 24ore del 29 agosto 2010 
Ci sono le persone politicamente esposte (Peps), i paesi a rischio, i titolari effettivi, i money transfer, le fiduciarie nei nuovi indici di anomalia antiriciclaggio, pubblicati venerdì dalla Banca d'Italia (si veda «Il Sole 24 Ore» di ieri). Gli indici sono destinati a tutti gli operatori coinvolti nel sistema antiriciclaggio, tranne i professionisti. Nuove regole anche sui versamenti in contanti che superano la soglia di 15mila euro.

L'elenco è più ricco rispetto a quello del 2001, in seguito alla normativa comunitaria recepita con il decreto 231/2007. C'è, inoltre, un maggior grado di dettaglio nella descrizione dei comportamenti, così come peraltro era già avvenuto con l'analogo provvedimento per i liberi professionisti.
Un esempio su tutti: «Il cliente pone ripetuti quesiti sull'applicazione della normativa antiriciclaggio e antiterrorismo e cerca di indurre il personale a eludere tali presidi, anche tentando di stabilire relazioni eccessivamente confidenziali» (indice 2.3). Così come l'opposto comportamento, inserito nel provvedimento del 16 aprile 2010 per le libere professioni, del cliente che mostra una «inusuale familiarità» con i presidi antiriciclaggio (indice n. 3 del decreto).

"Antiriciclaggio con nuovi indici-spia" di Ranieri Razzante (Il Sole 24ore del 28 agosto 2010)

Fonte: Il Sole 24ore del 28 agosto 2010
Al via le nuove segnalazioni di operazioni sospette.
La Banca d'Italia ha pubblicato ieri (27 agosto 2010 ndr) sul suo sito il provvedimento (delibera 616 del 24 agosto, qui in pdf), in vigore da oggi, che testualmente contiene gli «indicatori di anomalia per gli intermediari», e che manda in soffitta lo storico "decalogo-ter" del 2001. Ventotto le ipotesi di anomalie, che possono sottendere fatti di riciclaggio, che a loro volta sono disaggregate in vari "sub-indici" i quali, a titolo di esempio, facilitano non poco la lettura e la comprensione degli operatori a cui sono destinati.

Questi sono, in particolare, tutti i soggetti agli obblighi di segnalazione di operazioni sospette, così come già indicati dal decreto n. 231/2007. Sono esclusi i liberi professionisti, che hanno avuto già il loro provvedimento dedicato con decreto del ministro della Giustizia del 16 aprile 2010.

Su proposta della Uif, che ne ha studiato l'evoluzione legata ai comportamenti maggiormente in uso nella casistica delle segnalazioni pervenute in questi anni, alcuni indicatori risultano ripresi ed attualizzati, altri sono del tutto nuovi, come quelli sul finanziamento del terrorismo, fattispecie introdotta dal decreto 109/2007.

La Banca d'Italia, nella prima parte del provvedimento, fornisce una serie di precisazioni metodologiche che pare utile ricordare, anche se alcune di esse non sono nuove e riprendono impostazioni già presenti nel decalogo del 2001:

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