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Niente segnalazioni automatiche per uso frequente di contanti di Ranieri Razzante (Il Sole 24 Ore del 13.10.2010)

Attenzione al contante in circolazione, ma senza patemi. Ovvero, si devono escludere automatismi di denuncia per operazioni sospette in presenza di frequenti transazioni in contanti del proprio cliente anche sotto la soglia dei 5 mila euro o di prelievi e versamenti con intermediari finanziari pari o sopra i 15 mila.

È quanto prevede – in sintesi – la circolare esplicativa che il ministero dell'Economia (protocollo 297944), attraverso il Tesoro, ha emanato lunedì, condividendola con Bankitalia, Guardia di finanza e Uif.

Il provvedimento chiarisce la portata dell'articolo 41 comma 1 del decreto legislativo 231/2007, come modificato dal decreto 78/2010. Che, di fatto, ha inserito un vero e proprio indicatore di anomalia, considerando «elemento di sospetto» sia il ricorso frequente o ingiustificato a operazioni in contante, anche se non violano i limiti dell'articolo 49 (quindi sotto i 5000 euro), che il prelievo o il versamento in contante ad intermediari finanziari di importo pari o sopra i 15.000 euro. Anche in questo caso la norma focalizza l'attenzione sulle operazioni in contante che siano frequenti o ingiustificate.

Destinata prevalentemente alle banche, l'ulteriore soglia di 15.000 euro dovrebbe allertare maggiormente i soggetti obbligati, come i professionisti che, se lo desumono dalla contabilità del cliente o da altra documentazione, sarà bene che consiglino modalità differenti, preoccupandosi, in caso contrario, di valutare appieno il comportamento del cliente stesso.

I destinatari del decreto – spiega la circolare ministeriale – non dovranno incorrere nell'errore di ritenere, a priori, quali "sospette" tutte le operazioni di prelievo o versamento effettuate dai propri clienti. La movimentazione di contante, eventualmente, servirà a "qualificare meglio il sospetto", che sarà già maturato in relazione ad altre circostanze oggettive e soggettive.

Il decreto 78/2010 – vigente dal 31 maggio 2010 – aveva fatto preoccupare diversi operatori, che avevano pensato ad un certo "automatismo" della segnalazione, inondando l'Uif di comunicazioni inutili.

Richiamare l'attenzione sul l'uso del contante – si legge nella circolare – serve solo ad evidenziare il rischio, oggettivamente più frequente, di perpetrare, con questo strumento, evasione fiscale e riciclaggio.

Banalizzando, se il gestore di un distributore di benzina versa frequentemente in banca del contante, la cosa appare normale. Se un impiegato o un professionista effettuano movimenti di contanti ripetuti nel tempo ed ingiustificati anche su richiesta, allora si può accendere la "spia". Così come se questi versano una tantum somme superiori alle soglie, o le prelevano, parlare di "sospetto" appare altrettanto un azzardo. Una tendenza all'oggettivizzazione della segnalazione – conclude, dunque, il Tesoro – rimane "esclusa", così come l'eventuale anomalia generata da sistemi informatici non deve mai rappresentare da sola elemento sufficiente alla segnalazione.

CONSOB - bozza provvedimento antiriciclaggio per società di revisione

L’11 ottobre 2010 la CONSOB ha pubblicato, in consultazione, il "Provvedimento in materia di organizzazione, procedure e controlli interni volti a prevenire l'utilizzo a fini di riciclaggio e di finanziamento del terrorismo delle società di revisione iscritte nell’Albo speciale".
Il "Provvedimento" è indirizzato alle società di revisione.
Eventuali osservazioni al documento di consultazione deve pervenire entro il 15 novembre 2010 nelle modalità indicate nello stesso.
Le nuove disposizioni entreranno in vigore il primo giugno 2011.

Il testo del "Provvedimento"

"Fiduciarie: con la riforma cambiano le regole antiriciclaggio " di Fabrizio Vedana - Direttore Area Legale Unione Fiduciaria

Il Decreto Legislativo 141 del 13 agosto 2010, oltre a contenere una più rigorosa disciplina dei soggetti che operano nel settore finanziario, reca con sé importanti novità per il mondo delle società fiduciarie.
Il Provvedimento prevede, infatti, che le società fiduciarie che svolgono attività di custodia ed amministrazione ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1966 vengano iscritte in una sezione speciale dell’albo previsto dall’articolo 106 del Testo Unico Bancario e vengano sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia (oggi la vigilanza compete al Ministero dell’Industria).
Tra le novità destinate ad incidere maggiormente va certamente annoverata quella con la quale viene esteso alle “nuove” società fiduciarie (ovvero a quelle che verranno iscritte al sopra citato albo speciale e sottoposte alla vigilanza della Banca d’Italia) il regime di applicazione della normativa antiriciclaggio previsto per gli intermediari bancari e finanziari.
L’articolo 27 del Decreto 141, infatti, introduce delle modifiche al decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231 (trattasi, come noto, della legge con la quale l’Italia ha recepito la terza direttiva europea in materia di antiriciclaggio).

Banche in cerca di una governance perduta di Ranieri Razzante (Finanza Mercati del 6 ottobre 2010)

La vicenda Unicredit ha messo in luce i punti deboli di regole ormai superate
Interrogativi su voti concertati, norme sui fondi sovrani, nuove authority internazionali
La governance perduta delle banche 

La vicenda Unicredit è solo l’ultimo passaggio di una situazione di difficoltà iniziata da tempo. Sembra necessario un ripensamento di governance, fondamentale a una gestione capace di integrare questioni globali con richiesta locali. Sul tavolo, dalle norme sui voti concertati alla trasparenza dei fondi sovrani, fino alla controversa nozione dei consiglieri indipendenti.

«Le grandi banche si giudicano anche da come organizzano l'attività sul territorio: mantenere, valorizzare il rapporto con l'economia locale, significa utilizzare nella valutazione del cliente conoscenze accumulate nel corso di anni, ben più accurate di quelle desumibili da modelli quantitativi; significa saper discernere l'impresa meritevole anche quando i dati non sono a suo favore; significa saper fare il banchiere. La risposta delle grandi banche alle esigenze locali, coerente con la sana e prudente gestione, deve conciliarsi con strategie e visioni globali».
Le parole del Governatore della Banca d'Italia nelle sue ultime Considerazioni finali suonano come profetiche, oggi, della crisi di governance che - chi scrive sostiene sia, in verità, meno recente - le nostre banche attraversano.
La vicenda Unicredit ne costituisce l'emblema; la più grande istituzione bancaria italiana, che da poco aveva avviato anche il progetto di «banca nel territorio», proprio in risposta a quanto sopra riportato, che voleva darsi un respiro locale, dopo che molti economisti avevano evidenziato che il ritorno al «localismo» poteva fare - e ne siamo convinti - maggiori budget dell'attività all'estero, si avvita su una governance «bizzarra››, dove le personalità e le loro esponenzialità sono diverse sia per origini sia per cultura.

Convegno "Le segnalazioni di operazioni sospette", Roma, 4 novembre 2010

Programma completo (pdf) Scheda di iscrizione (pdf)
Hotel dei Congressi, Viale Shakespeare 27, 29, Roma, dalle ore 9,30 alle ore 16,30

Premessa

La segnalazione di operazione sospetta costituisce il fulcro dell’impianto normativo contro il Riciclaggio.
Per questo le Autorità si vanno sempre più concentrando sulla verifica di tale adempimento da parte degli Intermediari Finanziari.
Le indicazioni della Banca d’Italia sono ora la traccia essenziale per le segnalazioni.
Il Seminario intende approfondire sia la funzione che le ricadute operative.

Relatori

  • Prof. Avv. Ranieri Razzante – Presidente AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio
  • Avv. Maurizio Arena – Coordinatore Commissione normativa 231/2001 AIRA Associazione Italiana Responsabili Antiriciclaggio – Studio Legale e Societario Arena
  • Dott. Luigi Concordia – Direzione Compliance Chief Operating Officer Banca Nazionale del Lavoro BNP Paribas
  • Guardia di Finanza (in attesa di designazione)

Obiettivi

Fornire indicazioni operative sulle modalità di trattamento degli indici di anomalia in rapporto alle segnalazioni.

UIF - Segnalazioni AntiRiciclaggio Aggregate (flussi S.AR.A.) – operazioni delle società quotate

Qui il testo ufficiale del Comunicato UIF (pdf, 60 K, 1 pag.)

Il 30 settembre 2010 l’Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha emanato il seguente comunicato.

In relazione al Provvedimento della UIF del 27 aprile 2010 concernente le "disposizioni per l’invio dei dati aggregat"” sono stati richiesti alcuni chiarimenti in merito ai criteri di aggregazione dei dati relativi all’operatività delle società quotate previsti dall’art. 3, comma 3 del provvedimento menzionato.

In particolare è stata prospettata la possibilità di confermare la previgente modalità di registrazione in Archivio Unico Informatico delle transazioni riferibili a società quotate, per evitare appesantimenti delle procedure dovuti all’aggregazione di informazioni tratte da archivi differenti.

In proposito, in accordo con la Vigilanza della Banca d’Italia, si precisa che la registrazione in AUI delle operazioni poste in essere da società quotate non è dovuta, essendo queste ultime soggette ad un’adeguata verifica in forma semplificata ai sensi dell’art. 25, comma1, lett. c-bis) del d. lgs. 231/2007 (cfr. Provvedimento per la tenuta dell’archivio unico informatico, art. 10, comma 1).

Tuttavia, al fine di migliorare e semplificare le procedure di aggregazione e trasmissione dei dati antiriciclaggio i destinatari possono optare per la registrazione di tali operazioni nell’AUI. In tale quadro, ciascun segnalante avrà cura di assicurare la continuità delle scelte effettuate.

Si precisa, inoltre, che l’operatività riferibile alle società quotate come prevista dall’art. 3, comma 3 del Provvedimento UIF non comprende l’attività di soggetti quotati su mercati regolamentati, appartenenti alle categorie elencate all’art. 25 comma 1 lettere a), b) e c) del D.Lgs. 231/2007. Pertanto, le movimentazioni a valere su rapporti continuativi accesi a nome di banche o altri intermediari di cui al menzionato art. 25 del D.Lgs. 231/2007, anche se quotati su mercati regolamentati, non vanno prese in considerazione per le segnalazioni dei dati aggregati.

Solidarietà al procuratore Pignatone da parte di AIRA

Aira esprime la sua solidarietà al procuratore capo di Reggio Calabria, Giuseppe Pignatone, minacciato dalla 'ndrangheta calabrese.
Approfondimenti: "Reggio Calabria, minacce al procuratore trovate armi e un bazooka" in http://www.repubblica.it/cronaca/2010/10/05/news/reggio_c_minacce_ai_giudici_ritrovate_armi-7729643

Ancora una vittoria dello Stato: grazie alle Forze dell'Ordine per gli arresti in Calabria.

Ranieri Razzante a nome di AIRA ringrazia le Forze dell'Ordine per i successi conseguiti nel contrasto alla criminalità organizzata ed in particolare per gli arresti in Calabria in relazione all'attentato compiuto il 3 gennaio scorso contro la Procura generale di Reggio Calabria.

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