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Lettera Banca d'Italia del 3/07/2009 - Linee guida per il contrasto del finanziamento dei programmi di sviluppo di armi di distruzione di massa

Negli ultimi anni la lotta ai programmi di sviluppo di armi di distruzione di massa è divenuta una questione di crescente rilevanza per la comunità internazionale.
In tale ambito. è emersa la necessità di dedicare una particolare attenzione ai flussi finanziari che sostengono lo sviluppo della proliferazione di tali armi. Le Nazioni Unite e l’Unione europea - considerando il finanziamento dei programmi di proliferazione un'attività illegale al pari della stessa proliferazione - hanno formulato divieti circa la fornitura di assistenza o supporto finanziario a soggetti implicati nei menzionati programmi (1) .

Inoltre, il Gruppo di Azione Finanziaria Internazionale (GAFI), su invito dei Ministri finanziari del G7, ha provveduto ad elaborare linee guida volte ad assistere gli Stati membri nel dare attuazione alle disposizioni sulle sanzioni di natura finanziaria contenute nelle Risoluzioni delle Nazioni Unite 1718 (2006) contro la Corea del Nord, e 1737(2006), 1747(2007) e 1B03(2008) contro l‘Iran (2).

In relazione a ciò, la Banca d'Italia ha emanato, d'intesa con l'Unità di Informazione Finanziaria e sentito il Comitato di Sicurezza Finanziaria, le allegate indicazioni operative per gli intermediari vigilati, riguardanti i comportamenti da tenere e i controlli da effettuare nei rapporti e nella operazioni eventualmente intrattenuti con controparti coinvolte, direttamente o indirettamente, in programmi di sviluppo di armi di distruzione dì massa.

Tali indicazioni si propongono, in primo luogo, di sollecitare gli operatori italiani a dotarsi di procedure di controllo in grado di identificare quei clienti o quelle transazioni che presentino un rischio elevato di coinvolgimento nei programmi di proliferazione. In particolare, attraverso la predisposizione di adeguati meccanismi di verifica, gli intermediari devono poter individuare i clienti eventualmente inseriti nelle liste dei soggetti sottoposti a congelamento ai sensi delle Risoluzioni ONU ovvero della relativa normativa comunitaria.
Al di fuori dei casi di nominativi inseriti nelle citate liste, gli intermediari dovranno attentamente analizzare e valutare il profilo di rischio attribuibile alla propria clientela, secondo quanto previsto dal d.lgs. 231/2007; la valutazione potrà essere condotta anche tenendo conto di alcuni specifici indici di anomalia allegati alle indicazioni operative.
Ove siano identificate transazioni ad alto rischio, gli intermediari dovranno assumere informazioni supplementari per determinare l'origine dei fondi utilizzati o da utilizzare, il beneficiario effettivo del rapporto o della prestazione richiesta, lo scopo e la natura dell'operazione richiesta. Anche nel caso dei rapporti di corrispondenza tra intermediari, andranno condotte specifiche valutazioni per determinare il rischio potenziale di coinvolgimento in attività collegate al finanziamento della proliferazione.
Nel caso in cui il rischio si rivelasse estremamente elevato, gli intermediari dovranno valutare se sospendere o interrompere il rapporto o le relazioni d’affari con il cliente.

Resta fermo l’obbligo per gli intermediari di procedere alla segnalazione alla UIF delle operazioni sospette riconducibili al finanziamento delle attività di proliferazione. Ai sensi del d.lgs. 109/2007, sugli intermediari gravano altresì obblighi di comunicazione alla UIF dei soggetti nei cui confronti sono state applicate le misure di congelamento richieste a livello internazionale ovvero di quelli i cui nominativi stanno per essere inseriti nelle liste dei soggetti sottoposti a sanzione, individuati sulla base di segnalazioni della stessa UIF.

Sì inviano distinti saluti.

Firmato digitalmente

MARCHETTI ROBERTO

(1) In proposito, va menzionato in particolare il Regolamento (CE} n. l23/2007, come modificato dal Regolamento (CB) n. 1110/2008, che prevede una serie di misure restrittive nei confronti de1l’Iran, tra le quali il congelamento dei fondi e risorse economiche di persone o entità associate allo sviluppo di attività sensibili in termini di proliferazione nonché l’obbligo a carico degli enti creditizi finanziari di segnalare le operazioni sospette riconducibili al finanziamento di programmi di proliferazione.
(2) Cfr. FATF-GAFI, Guidance regarding the Implementation of Financial Provision of United Nations Security Council Resolution to Counter cho Proliferation on Weapons of Mass Destruction, June 2007; id., Guidance regarding the Implementation of Activity Based Financial Prohibitions of United Nations Security Council Resolution 1737, October 2007; id., Guidance on Inplementation of Financial Provisions of United Nations Security Council Resolution 1803, October 2008.