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"L’antiriciclaggio stringe le maglie", di Ranieri Razzante (pubblicato su Il Sole 24ore del 17 febbraio 2010)

Il testo completo dell’articolo è disponibile qui in formato pdf (1 M). Nel seguito la prima parte del testo.

Sanzioni pecuniarie e coinvolgimento penale per gli intermediari che non segnaleranno operazioni sospette di riciclaggio a fronte dell'utilizzo dello scudo fiscale.
E quanto ribadisce il ministero del1'Economìa in una circolare sullo scudo fiscale. Il documento contiene una serie di puntualizzazioni riferite agli adempimenti previsti dalla normativa antiriciclaggio, che risultano applicabili alle operazioni di rimpatrio o regolarizzazione dei capitali. Previsioni che, però, produrranno necessariamente effetti soprattutto nella seconda parte dell'operazione scudo fiscale. Innanzitutto, il richiamo, quali soggetti obbligati, sia agli intermediari finanziari che ai professionisti che si interpongano nelle operazioni di scudo. Il Mef assegna loro sia i compiti di "adeguata verifica" che quelli di registrazione negli archivi, informatici o cartacei, delle operazioni.
Particolare cura andrà prestata nell’identificare e verificare l’identità del cliente scudante, nonché dell'eventuale titolare effettivo, che questi avrà l’onere di dichiarare, cosi come prevede l’articolo 18 del decreto 231/07. Il titolare effettivo è la persona fisica per conto della quale viene realizzata l'operazione. Nel caso di persona giuridica, società commerciale o fiduciaria, che richieda lo scudo come dichiarante, essa dovrà indicare la persona o le persone fisiche beneficiarie (nel caso della fiduciaria, il fiduciante; nel caso di una società di capitali o di persone, i soci che dispongono della maggioranza dei diritti di voto esercitabili in assemblea, o che di fatto controllano l’ente). La norma mira a evitare il frequente utilizzo di «presta- nome o di soggetti interposti». (segue)

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